Monza: nuova violenta rissa tra detenuti stranieri del carcere

13/06/2016 - Situazione di estremo pericolo il 12 giugno all’interno della Casa circondariale di Monza, dove si è consumata una rissa tra detenuti stranieri.

“La situazione è stata davvero pericolosa”, denuncia il Vice Segretario Regionale della Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Nico Tozzi. “In mattinata, nella 5' sezione detentiva del carcere brianzolo, cinque detenuti di origine rumena si sono scagliati contro un detenuto di origine marocchina con posizione giuridica definitiva con fine pena 2020.

L'accaduto sarebbe successo per futili motivi, ossia per il volume della TV nelle ore serali che disturbasse i detenuti dell'est Europa. In questo periodo è iniziato per la religione musulmana, il Ramadan che a quanto pare creerebbe disturbi agli altri detenuti ubicati nelle medesime sezioni.

Questo scontro di etnie, ormai è all'ordine del giorno nel carcere di Monza e ancora una volta si deve ringraziare l'intervento tempestivo degli Agenti di Polizia penitenziaria presenti nel Reparto che con grande senso del dovere e professionalità hanno sedato la rissa disarmando i detenuti dalle lamette che hanno preventivamente occultate. A seguito della rissa i detenuti coinvolti sono stati visitati e curati dai sanitari dell'istituto riportando escoriazioni, tagli e contusioni in varie parti del corpo”.

Da Roma, il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece aggiunge: “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, espellendo i detenuti stranieri.

Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza.

Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati così come ribadiamo che per il SAPPE è fondamentale espellere i detenuti stranieri facendo scontare loro la pena in carceri dei Paesi di origine”.

Capece conclude sostenendo che “la Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. Ma è sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori. Come dimostra quel che è accaduto stamane nella Casa circondariale di Monza”.


da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2016 alle 09:47 sul giornale del 14 giugno 2016 - 272 letture

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