Detenuto in preda a raptus si lesiona gravemente

Si è sfiorata la tragedia giovedì scorso nel carcere di OPERA. “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto che si è gravemente lesionato il corpo con una spillatrice appena concluso un Consiglio di Disciplina”, spiega Donato Capece, segretario generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.

“L’uomo, un detenuto di origine marocchina, definitivo per reati legati al traffico di stupefacenti, al termine del consiglio di disciplina tenutosi presso l’ufficio del Reparto nuovi giunti, ha cominciato all’improvviso a devastare l’ufficio in questione e, con un pezzo di una spillatrice, ha cominciato ad autolesionarsi il corpo, gettando sangue su tutto il Personale di Polizia Penitenziaria, compreso il Comandante e il vice Comandante di Reparto, che accorsi immediatamente e con l’ausilio del personale intervenuto sono riusciti a gestire l’evento ripristinando l’ordine e la sicurezza nel Reparto.

Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari, nonostante la situazione fosse diventata allarmante proprio per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

Anche Alfonso Greco, segretario regionale della Lombardia, rivolge “solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Opera, che ha saputo gestire in maniera professionale ed impeccabile il grave evento critico” e giudicano la condotta del detenuto che ha posto in essere l’atto autolesionistico “irresponsabile e gravissima. Nel 2015 abbiamo contato nelle carceri italiane 7.029 atti di autolesionismo, 956 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 4.688 colluttazioni, 921 ferimenti.

Le donne e gli uomini dei Reparti di Polizia Penitenziaria in servizio in Lombardia hanno fronteggiato 754 atti di autolesionismo, hanno salvato la vita a 81 detenuti che hanno tentato il suicidio, sono stati coinvolti in 562 colluttazioni e 118 ferimenti. La Lombardia, con 8.059 detenuti presenti, è la Regione d’Italia con il più alto di ristretti e i numeri sono in aumento rispetto allo scorso anno. La tensione tra le sbarre delle celle resta palpabile. E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto”.

“Le carceri, dunque, sono ad alta tensione: ma lo sono per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di gravi eventi critici come quello di giovedì scorso a Opera”, conclude Capece, leader nazionale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria.

“E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane e lombarde, per adulti e minori”.


da Sappe
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2016 alle 10:01 sul giornale del 14 giugno 2016 - 206 letture

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