Mercato di Porta Genova: al via l'inventario per il pignoramento

19/04/2016 - Sono i debiti a schiacciare il Mercato Metropolitano di Porta Genova, a Milano.
Un esperimento, nato con Expo 2015, che sembrava riuscito: accolto con favore dal pubblico, impostosi come nuovo luogo di ritrovo urbano, polo del gusto di nuova generazione.

Eppure, qualcosa è andato storto e, dopo la chiusura della manifestazione internazionale dedicata all’alimentazione, l’area rischi di essere soffocata da oltre un milione di euro di debiti, stando alle prime stime.

Mercato Metropolitano di Porta Genova, un po’ di storia

L’area era stata totalmente riqualificata in occasione dell’Expo 2015. Dal degrado alla nascita di un polo di qualità dedicato alle eccellenze agroalimentari di quindicimila metri quadrati. La risposta del pubblico, attratto dal binomio qualità e cultura, era stata entusiasta. A novembre l’annuncio: il Mercato Metropolitano non chiude i battenti con Expo ma continua la sua esperienza. In origine, infatti, l’esperienza di quello che poi ha assunto il nome di Mercato di Porta Genova (nell’area dell’ex scalo ferroviario dei Navigli), doveva limitarsi al semestre dell’Esposizione Universale. L’idea era quella di offrire agli utenti un nuovo modello di acquisto sostenibile basato sulla filiera corta. Tanti i vantaggi: la possibilità di trovare sotto casa prodotti freschi e di qualità, venduti direttamente dai produttori, a prezzi di mercato, estremamente vantaggiosi.  A gestirlo l’Unaproa (l’unione che raggruppa 125 organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio). La storia, però, ha avuto un finale molto triste e il mercato non è arrivato a compiere un anno. L’area dell’ex scalo ferroviario, infatti, sembra essere destinata a un destino triste, scritto da una cordata di imprenditori creditori insoddisfatto. Una cordata composta da cinque attori ma che potrebbe crescere nei prossimi giorni. I debiti complessivi, dalla somma delle diverse società che hanno chiesto più volte e con nessun successo il pagamento delle fatture, e la fideiussione sottoscritta a garanzia dell’affitto, supererebbe il milione di euro.

Fideiussione affitto, un approfondimento

L’unica strada, quindi, per recuperare almeno in parte i crediti è rimasta quella legale, con il pignoramento di ciò che è rimasto in Porta Genova. Gli strumenti cautelativi, come la fideiussione, sono purtroppo stati insufficienti a tutelare i fornitori. Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Un articolo molto interessante dedicato alla fideiussione bancaria è disponibile on line al sito guidafisco.it. Nell’articolo si spiega in modo molto chiaro e sintetico cos’è la fideiussione e come funziona. La fideiussione affitto non è altro che una garanzia offerta da una banca o una assicurazione a persone fisiche o società per consentire il regolare pagamento dei  canoni di locazione o del deposito cauzionale da parte dell'affittuario. Le garanzie, infatti, sono sempre più richieste dai proprietari di immobili o terreni anche per quanto riguarda gli affitti. Una tendenza che si è rafforzata ed è cresciuta in maniera sensibile nel corso della crisi economica che da poco il mercato internazionale cerca di lasciarsi alle spalle. Il mancato pagamento degli affitti o dell’anticipo della cauzione ha spinto sempre più proprietari di immobili in affitto a richiedere una forma di garanzia capace di tutelarli da eventuali mancati pagamenti. Esistono due diverse tipologie di fideiussione affitto: quella bancaria e quella assicurativa. La differenza sta nel soggetto che si fa garante per l’affittuario. Facile dedurre che nel primo caso si tratterà di un istituto bancario, nel secondo di una compagnia di assicurazioni. La documentazione richiesta dalla banca al fine di rilasciare la fideiussione consiste in: dichiarazione dei Redditi modello 730 o Unico, modello cu, buste paga; carta d'Identità e codice fiscale dell'affittuario; copia del contratto di locazione o proposta accettata; copia del certificato camerale in caso di locazione di immobili commerciali. Le compagnie assicurative, invece, non possono effettuare la stessa tipologia di controlli sull’affittuario portata avanti da un istituto di credito.







Questo è un articolo pubblicato il 19-04-2016 alle 14:54 sul giornale del 20 aprile 2016 - 303 letture

In questo articolo si parla di economia, articolo, Anna Capuano, Mercato di Porta Genova

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