Infermieri corrotti dalle pompe funebri

pompe funebri 17/10/2008 - A Milano ieri notte la polizia ha arrestato 41 persone, 5 sono in carcere e 36 ai domiciliari per un giro di corruzione legato al business dei funerali.  L’accusa nella maggior parte dei casi è di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreti d\'ufficio.

L\'indagine nasce da un esposto presentato nel 2003 da un\'agenzia di pompe funebri e da un altro esposto del 2007 del Comitato dei famigliari dei deceduti in ospedale che denunciavano la diffusa corruzione per il racket dei funerali.


All’operazione, hanno partecipato circa 300 agenti in esecuzione di tre ordinanze emesse dal gip Giuseppe Vanore, su richiesta dei pm Fabio Napoleone e Grazia Colacicco che hanno coordinato le indagini della sezione di polizia giudiziaria della procura di Milano.


Molti degli arrestati sono infermieri di 8 diversi ospedali o case di cura della città, che secondo l\'accusa segnalavano alle imprese di pompe funebri quando e dove avveniva un decesso per arrivare un secondo prima dei concorrenti e accaparrarsi il funerale. Dietro, un sistema collaudato e infallibile che andava avanti da anni. Facendo guadagnare agli infermieri e ai dipendenti e titolari delle pompe funebri decine di migliaia di euro.


Un volume d\'affari da 150mila euro al giorno. E\' la stima degli investigatori che indagano sul business del \"caro estinto\", considerato che a Milano ci sono circa 40 decessi al giorno, le tangenti incassate dagli addetti degli ospedali arrivavano fino a 15 mila euro quotidiani. Se un funerale frutta all’impresa in media 3.500 euro, l’incasso giornaliero arriva a 150 mila euro, di cui il 5-10 per cento finiva nelle tasche degli infermieri.







Questo è un articolo pubblicato il 17-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 17 ottobre 2008 - 1822 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Elisa Balducci, pompe funebri, infermieri corrotti


Mi sembra che questa sia una \"prassi\" comune a molte zone d\'Italia.<br />
A questo punto tanto vale legalizzare la cosa, a vantaggio della Pubblica Amministrazione che potrebbe mettere un suo dirigente a gestire la cosa.